Educazione e socializzazione

Un cane equilibrato si trova a suo agio in tutte le situazioni, è correttamente inserito nella società, è prevedibile e gestibile ed utilizza in modo appropriato il linguaggio canino (compresi i segnali di avvertimento cui può seguire una reazione aggressiva).

L’equilibrio psichico del cane è determinato da diversi fattori, sia genetici (le attitudini e le caratteristiche comportamentali hanno una base ereditaria) che ambientali.

Il cane educato e gestibile ha innanzitutto uno stile di vita adeguato: i cani, che sono animali sociali, hanno bisogno soprattutto del contatto e della presenza costante dei proprietari, oltre che di regolari passeggiate e di giochi. Ricordiamo che avere un giardino a disposizione, anche se spazioso, non è sufficiente per  stimolare il vostro cane, sia fisicamente che mentalmente.

Un cane affidabile ha inoltre ricevuto un’adeguata educazione. Sono molti i proprietari che colpevolizzano il loro cane perché esibisce comportamenti sgraditi, quando invece al cucciolo non sono state insegnate attivamente le competenze desiderate. I cani non sono maleducati o dispettosi, semplicemente non è stato insegnata loro l’educazione. Punizioni e sgridate non servono per educare un cane: i proprietari devono imparare come comunicare le loro richieste, come motivare il cane e come avere la sua attenzione.Oltre allo stile di vita e all’educazione, non deve mancare un fattore importantissimo: la socializzazione.

La socializzazione è un periodo della vita del cucciolo, che si estende indicativamente dai 2 ai 4-5 mesi di età. E’ fondamentale che il cucciolo sia più stimolato possibile in questo periodo della vita;  il proprietario deve far conoscere al suo cucciolo, in modo graduale e positivo, i vari stimoli: oggetti, persone, cani, animali di altre specie.

Il cane ben socializzato ha acquisito le corrette competenze sociali ed è capace di adeguare il suo comportamento al contesto in cui si trova.

Un cane senza esperienza, di fronte ad uno stimolo o ad una situazione nuova, non sa che comportamento assumere e spesso esibisce dei comportamenti sgraditi.

I cani non abituati alla presenza di altri cani possono risultare molto difficili da gestire, perché possono dimostrarsi paurosi, aggressivi, abbaiare o semplicemente essere talmente eccitati da essere fuori controllo.

 Per questo motivo in un corso di educazione, che deve comprendere e toccare tutte le tematiche legate alla gestione del cane nella famiglia (e non ridursi ad una meccanica esecuzione di esercizi, come spesso succede nei corsi di addestramento), deve comprendere dei momenti di socializzazione tra cani.

Le classi di socializzazione non sono un semplice momento ludico: è molto piacevole vedere i cuccioli giocare tra loro, così come è assodato che dopo aver giocato i cuccioli sono più tranquilli una volta tornati a casa, tuttavia i momenti di socializzazione hanno soprattutto un valore educativo.

 Il cucciolo impara, attraverso l’esperienza con i suoi simili, ad utilizzare il proprio linguaggio in maniera coerente.Il linguaggio del cane è dato da un insieme di segnali ossia espressioni che il cane esibisce soprattutto con le posture del corpo, la mimica facciale, la velocità dei movimenti che rientrano nel “galateo”canino e che sono per la maggior parte finalizzate ad evitare conflitti e scontri.

Un cane esperto e ben socializzato, ha imparato infatti una prima importante lezione di vita: gli scontri e i conflitti non sono convenienti, anzi, nella maggior parte delle occasioni c’è più da perdere che da guadagnare.

I cani imparano quindi ad approcciare gli altri cani in modo rispettoso, avvicinandosi lateralmente e mai di fronte (cortesia che anche noi umani dovremmo usare nei confronti dei cani che non conosciamo) ed imparano ad esibire i “segnali calmanti”, ossia quei segnali volti a diminuire le tensioni in un gruppo.

Un cane ben socializzato, quando percepisce una possibile tensione con un altro cane, esibisce dei segnali volti a diminuire l’irritazione del ricevente e metterlo a proprio agio: distogliere lo sguardo, inchinarsi per invitare al gioco, abbassare il corpo, accucciarsi, leccarsi le labbra, sbattere le palpebre, sbadigliare sono tutti “segnali calmanti” che il cane può esibire anche quando percepisce un conflitto con il proprietario.

 Confrontarsi con altri cani vuol dire imparare a leggere questi segnali e a poterli usare correttamente,  oltre che imparare a conoscere i propri limiti e ad evitare comportamenti socialmente sbagliati. Un altro cane può essere molto più efficace di una persona nello spiegare ad un cucciolo che saltare addosso o mordere troppo forte non sono comportamenti accettabili.

Per questo motivo nelle classi di socializzazione sono sempre presenti degli adulti che svolgono il ruolo di insegnanti e di moderatori degli incontri, intervenendo in modo efficace quando un gioco diventa troppo irruente o quando sono presenti situazioni di conflitto.

 In sintesi, la socializzazione è un percorso vero e proprio che prevede svariate occasioni di incontro con diversi cani: più il cane è esperto, più è socializzato e più sarà gestibile  ed equilibrato. Non basta far incontrare il cucciolo con i cani al di là della rete e non basta far convivere il cucciolo con un altro cane: il cane deve poter interagire libero con il maggior numero di cani possibile.

 E il padrone, come deve comportarsi? Cercando il più possibile di assumere un comportamento neutro, senza elargire cibo, attenzioni o giochi ad altri cani. Vigilando sul proprio cucciolo senza creare inutili tensioni: è normale che tra cani possa sorgere qualche battibecco. Un cane ben socializzato sa valutare quando fermarsi senza che la rissa diventi cruenta. In questi casi è meglio che il proprietario si allontani senza intervenire.

 Per quanto riguarda l'educazione, il proprietario deve essere innanzitutto consapevole che i cani non sono "autoeducanti" e che dovranno impegnarsi per trasferire al cane, fin dai due mesi, le competenze per vivere nella società in modo affidabile. Ogni proprietario deve essere in grado di insegnare al proprio cane a giocare correttamente (compresa l'inibizione del morso), a dare attenzione in qualunque circostanza, a comportarsi correttamente quando arrivano ospiti in casa, a controllarsi in presenza di altri cani, ad ascoltare quando viene richiamato e  a non trascinare il proprietario durante le passeggiate al guinzaglio. L'educazione (a differenza dell'addestramento che è mirato ad insegnare abilità per fini prettamente sportivi) ha l'obiettivo primario della gestione quotidiana.  L'impegno nell'educazione del cane, soprattutto quando si costruisce una relazione con lui, deve essere costante: occorre dedicare ogni giorno ad esercizi, attività e passeggiate.

Occorre sempre tener presente che lo stile di vita incide enormemente sul comportamento del vostro cane: perchè il cane sia educato è indispensabile che il suo benessere sia rispettato e che il suo stile di vita sia attivo sia fisicamente che mentalmente e socialmente. Un cane che vive in giardino in solitudine, che viene portato sporadicamente a passeggio non può comportarsi in modo sereno e rilassato (a  maggior ragione se avete scelto un cane impegnativo, da lavoro- come labrador, border collie, pastore tedesco etc

E' molto importante che il proprietario utilizzi un metodo gentile e costruttivo: i metodi "tradizionali" che prevedevano un ruolo di costante sottomissione da parte del cane possono peggiorare i problemi comportamentali e la relazione con il vostro cane.

I moderni metodi di educazione non solo utilizzano il rinforzo positivo (ossia l'utilizzo del premio) ma sostengono una filosofia di lavoro incentrata sul rispetto della psicologia del cane, sul suo modo di comunicare ed apprendere e sostituiscono la costrizione con la voglia di collaborare.

Consigli utili per partire con il piede giusto…

 Il percorso educativo comincia nel momento in cui la palla di pelo comincia a zampettare per casa nostra e prosegue per tutta la vita del cane. Il detto “Non si finisce mai di imparare” vale anche per i quadrupedi.

Già dal primo giorno dovremo stabilire con i nostri famigliari alcuni aspetti importanti: le regole da tenere, i divieti, la suddivisone dei compiti  nella cura del cane etc.

Educare un cane è un percorso lungo ed occorre pazienza e perseveranza:  per avere un cane affidabile occorrono diversi mesi (circa 1 anno e mezzo) e si continua a lavorare anche con il cane anziano.

Le competenze  sociali indispensabili che il nostro cucciolo dovrà acquisire sono:

- essere a proprio agio con persone, animali e in luoghi diversi

- dare attenzione al proprietario in qualunque tipo di ambiente

- camminare al guinzaglio senza tirare o intralciare il conduttore

- avere un richiamo affidabile

- saper sedere e attendere quando il proprietario lo richiede

 Detta così, sembra facile, ma basta guardarsi intorno per rendersi conto che i cani davvero affidabili sono pochi, nella maggior parte dei casi perché i proprietari non investono tempi ed energie minimi nel rapporto con il proprio cane.

Perché il cane interrompa qualcosa che gli piace molto (annusare, giocare con un altro cane etc) occorre che il proprietario sia davvero un punto di riferimento interessante e motivante.

Per essere tali occorre dedicare mesi di costanza nell’applicazione delle regole, nel proporre esercizi ed attività e soprattutto bisogna avere una buona conoscenza della psiche del cane. Se siamo convinti che basti dire “Vieni” perché il cane accorra da noi, che sgridare o dare qualche buffetto al cucciolo perché impari l’educazione sia una buona strategia,  se non sappiamo come gestire i premi o pensiamo siano superflui, un corso di educazione è davvero indispensabile.

 Il rapporto con il cucciolo si costruisce con il gioco e il contatto fisico. Cercate di trascorrere più tempo possibile con il cucciolo, abituatelo ad essere toccato, spazzolatelo, palpatelo, guardategli spesso i denti e dentro le orecchie parlandogli dolcemente e premiandolo alla fine del contatto.

Giocate con il vostro cucciolo ogni giorno, stimolatelo con il salamottino o la pallina con la corda che vi porterete  ovunque: spesso i proprietari non hanno l’abitudine di portarsi dietro i giochi durante le uscite, così il cane impara a dare attenzione solo nel giardino di casa mentre fuori il proprietario non è interessante e il cane impara che è più divertente esplorare e annusare in giro.

Un marsupio pieno zeppo di bocconcini e giochi sarà il vostro inseparabile ausilio didattico. Non dimenticatelo.

Il cucciolo deve sempre essere premiato ogni volta che fa qualcosa che vi piace, soprattutto tutte le volte che vi guarda, basta un microscopico pezzettino di wurstel per fargli individuare quel che ci piace.

L’attenzione è l’aspetto più importante dell’apprendimento del cane: se il cucciolo è attento e motivato, è disponibile ad apprendere. Il problema dei cani non è tanto il tirare al guinzaglio o non accorrere al richiamo, entrambi questi comportamenti hanno la stessa causa: il cane non ci considera e non ci dà attenzione.

Cominciamo quindi da subito a far capire al cucciolo che vale la pena darci retta: il cucciolo ci guarda? Bravissimo! Bocconcino.

Contemporaneamente premiamo tutti i comportamenti che ci piacciono: quando il cucciolo si siede, quando viene verso di noi, quando ci lascia la pallina, quando ci cammina di fianco con o senza guinzaglio. Solo in un secondo tempo assoceremo il comando, in un primo momento è importante che il cucciolo individui i comportamenti convenienti e che ci sono graditi.

 

REGOLE

 ·         SOCIALIZZAZIONE: Il cucciolo deve essere messo a contatto in modo graduale con animali, persone, oggetti, luoghi diversi. Il cucciolo deve poter uscire e conoscere il mondo, incontrare vari stimoli e ambienti, risolvere piccoli problemi. E’ molto importante scegliere con cura persone ed animali che “socializzino” con il nostro cane: i cani devono essere equilibrati, avere le giuste competenze sociali, così come le persone devono interagire in modo corretto con il cane, in particolare i bambini non devono spaventare il cucciolo. Le esperienze devono essere sempre positive!!

 ·         Cominciate da subito a premiare i comportamenti graditi e ad ignorare quelli sgraditi: il cane non apprende l’educazione automaticamente, siamo noi che dobbiamo insegnare al cucciolo come comportarsi rispettando i suoi meccanismi di apprendimento e la sua psicologia. Portatevi sempre dietro bocconcini e giochi per premiarlo

 ·         Inizialmente premiate i comportamenti che vi piacciono senza associare un segnale verbale: date un bocconcino al cane tutte le volte che viene verso di voi oppure si siede oppure si calma e solo in un secondo tempo inserite il “Vieni” o il “Seduto”

 ·         Lavorate soprattutto sull’attenzione e abituate il cane a guardarvi e ad interagire anche fuori casa. Portatevi dietro un giochino quando uscite con il cucciolo.

·         Non colpite mai il cane, non strattonatelo, non scrollatelo afferrandolo per la pelle. I metodi coercitivi sono eticamente discutibili  e non sono comprensibili dal cane poiché non rientrano nel suo sistema di comunicazione. Evitate di usare cavezze e collari a strozzo (esistono dei validissimi metodi alternativi per insegnare al nostro cane a comportarsi bene al guinzaglio)

·         Ogni volta che dite “no” al cane fategli capire esattamente il comportamento che vi è gradito.  Sequenza corretta: “No Argo” à Il cane ci guarda à “Seduto” à PREMIO à “Bravoooo”. 

·         Prendete tutte le iniziative nella vita del cane: voi cominciate un gioco e voi lo terminate, non permettete al cucciolo di correre dagli altri cani senza permesso, non elargite bocconi da tavola.

·         Abituate il cucciolo a “sedersi e restare” prima di mangiare, prima di uscire, prima di scendere dall’auto, prima di giocare, prima di salutare le persone: in questo modo il cane imparerà ad essere sotto controllo e sarà  al sicuro da incidenti

·         Mentre lavorate con il cane rilassatevi, non abbiate fretta, non irritatevi se il cane non capisce o è distratto, non dite “NO” mentre lavorate con il cane. Per educare un cane ci vuole tempo (molto) e pazienza (molta)

 ·         Usate la voce in modo corretto

o        se date un segnale verbale, fate in modo che il cane vi ascolti

o        usate solo il termine che il cane capisce, non il primo che vi viene in mente in quel momento (se avete lavorato sul “Piede” non dite “Andiamo” mentre camminate al guinzaglio) ed evitate di fare discorsi

o        cercate di coinvolgere il cane con la voce

·         Assicurare al proprio cane una quantità di moto sufficiente (almeno una lunga passeggiata al giorno anche se abbiamo un giardino) e di stimoli psichici e sociali (passate più tempo possibile con il vostro cane, giocate con lui, fategli conoscere oggetti e situazioni nuove, coinvolgetelo in esercizi).

·         Lasciare libero il cane solo dove non ci sono pericoli: lasciatelo libero solo dopo avergli insegnato il richiamo (è un esercizio che va insegnato, non è un atto automatico e innato che il cane compie senza averlo prima appreso).

·         Ricordarsi che il cucciolo è..un cucciolo. Da vostro figlio non vi aspettereste mai che sappia scrivere e far di conto dopo qualche settimana di scuola. Non aspettatevelo dal vostro cane! Occorre tempo e pazienza!

 *       Attenzione

I cuccioli sono pieni di energia e possono passare rapidamente alla perdita del controllo.

Possono compiere errori sul tipo di oggetto con cui giocare (es. indumenti del proprietario) e sull'intensità dei comportamenti giocosi.

 Il gioco violento può peggiorare un problema comportamentale che si sta sviluppando.

      Se il gioco degenera:

  1. Interrompere il comportamento e allontanarsi
  2. indirizzare il comportamento verso un altro oggetto

Il gioco costituisce sempre il rinforzo positivo migliore per educare un cucciolo.

A questo scopo

q       il cucciolo dovrebbe essere socializzato al gioco fin dalla più tenera età

q       dedicare ogni giorno almeno una decina di minuti al gioco

q       terminare il gioco quando il cane è ancora attento e motivato, non attendere che il cane si sia annoiato

q       non lasciare a disposizione del cane i giochi che si usano per gli esercizi (meglio optare per ossa di bufalo o prodotti che impieghino il cane nell’attività masticatoria)

 Visita anche le pagine: